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Intolleranze alimentari

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SI DEFINISCE REAZIONE AVVERSA AL CIBO OGNI MANIFESTAZIONE INDESIDERATA E IMPREVISTA CONSEGUENTE ALL’ASSUNZIONE DI UN ALIMENTO.

SU QUESTA TEMATICA, MOLTO SENTITA DALLA POPOLAZIONE, SI E’ CREATA MOLTA CONFUSIONE SIA IN TERMINI DI TERMINOLOGIA CHE DI DIAGNOSI.

Si calcola che circa il 4,5% DEGLI ADULTI E IL 10% DEI BAMBINI SOFFRA REALMENTE DI ALLERGIA ALIMENTARE MENTRE LA PERCEZIONE DI ALLERGIA NELLA POPOLAZIONE E’ SUPERIORE AL 20 %.!!

OCCORRE QUINDI FARE UN PO’ DI CHIAREZZA!

NEGLI ULTIMI ANNI SI SONO DIFFUSI METODI DI DIAGNOSI “FANTASIOSI”: Kinesiologia applicata (DRIA e simili), Test di citotossicità (Cytotoxic test o ALCAT, ecc.), Test EAV (elettroagopuntura secondo Voll, Vega test e loro varianti), Biorisonanza, Analisi del capello...
Tutti questi test non sono attendibili in quanto NON SCIENTIFICAMENTE CORRETTI E VALIDATI

E’ FONDAMENTALE SEGUIRE PERCORSI APPROPRIATI PER EVITARE IL RISCHIO DI SOVRA O SOTTODIAGNOSTICARE IL PROBLEMA CON CONSEGUENTI PERICOLI PER LA SALUTE DEI PAZIENTI E SOPRATTUTTO DEI BAMBINI

Una classificazione, proposta dalla European Academy of Allergology and Clinical Immunology, introduce la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche




Le reazioni tossiche, o da avvelenamento, sono causate dalla presenza di tossine nell’alimento; un tipico esempio è l’avvelenamento dovuto all’ingestione di funghi NON COMMESTIBILI. ALTRO ESEMPIO E’ LA SINDROME SGOMBROIDE (DA CONTAMINAZIONE BATTERICA).

Le reazioni non tossiche, invece, dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si suddividono in allergie e intolleranze. 

Le allergie sono mediate da anticorpi di tipo IgE e si manifestano dopo l’ingestione dell’allergene provocando una reazione che può essere rapida (anche entro pochi minuti) oppure più lenta (alcune ore).

I sintomi più frequenti sono:

  • orticaria angioedema dermatite,
  • eczema gonfiore delle labbra,
  • voce rauca gonfiori,
  • crampi addominali vomito e diarrea broncospasmo,
  • tosse,
  • difficoltà respiratorie ipotensione,
  • aritmie fino allo shock anafilattico

Le intolleranze alimentari possono essere di 3 differenti tipi. 

Quelle ENZIMATICHE che sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze. L’intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio dovuta alla carenza o mancanza dell’enzima lattasi necessario per DIGERIRE questo zucchero contenuto nel latte.

Un altro esempio di intolleranza dovuta alla carenza di un enzima è il favismo.

Le intolleranze FARMACOLOGICHE si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi COME ISTAMINA (vino, spinaci, pomodori, alimenti in scatola…), TIRAMINA (formaggi stagionati, birra, lievito di birra…), CAFFEINA, ALCOL, SOLAMINA (PATATE), TEOBROMINA (TE’, CIOCCOLATAO), TRIPTAMINA (POMODORI, PRUGNE), SEROTONINA (BANANE, POMODORI).

In alcuni casi la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti COME NITRITI, BENZOATI, SOLFITI. 

Esistono infine le cosiddette intolleranze alimentari IMMUNOLOGICHE NON IgE-MEDIATE CHE COMPRENDONO LA CELIACHIA E ALTRE PATOLOGIE DI COMPLESSA CLASSIFICAZIONE.

LA CELIACHIA E’ UNA PATOLOGIA CRONICA SISTEMICA INDOTTA DAL GLUTINE CONTENUTO IN FRUMENTO, ORZO E SEGALE IN SOGGETTI GENETICAMENTE PREDISPOSTI. E’ CARATTERIZZATA NELLA SUA FORMA CLASSICA DA:

  1. DANNO DELLA MUCOSA INTESTINALE

  2. PRESENZA NEL SIERO DI ANTICORPI SPECIFICI

  3. COMBINAZIONE VARIABILE DI SINTOMI GASTRO-INTESTINALI (NAUSEA, VOMITO, DIARREA, DOLORI ADDOMINALI, ADDOME GLOBOSO) ED EXTRA INTESTINALI (DEPERIMENTO MUSCOLARE, ANORESSIA, CAMBIAMENTI COMPORTAMENTALI, DEFICIT DI ACCRESCIMENTO, ANEMIA, DERMATITE...).

SI TRATTA DI UNA PATOLOGIA DI PERTINENZA SPECIALISTICA DA SEGUIRE IN STRUTTURE OSPEDALIERE-UNIVERSITARIE ACCREDITATE. IN OGNI REGIONE D’ITALIA ESISTONO CENTRI DI RIFERIMENTO E PRESIDI DI RETE REGIONALI. IL PAZIENTE INFINE PUO’ RIVOLGERSI ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA (AIC) PER OGNI TIPO DI INFORMAZIONE E SUPPORTO.


ESISTE POI UNA PATOLOGIA DENOMINATA SENSIBILITA’ AL GLUTINE NON ALLERGICA NON CELIACA (NON-CELIAC GLUTEN SENSITIVITY O NCGS) A PATOGENESI IGNOTA E CON NETTA PREVALENZA NEL SESSO FEMMINILE CARATTERIZZATA DA MANIFESTAZIONI CLINICHE CHE INSORGONO SUBITO DOPO L’INGESTIONE DI GLUTINE E SCOMPAIONO CON DIETA AGLUTINATA. E’ CARATTERIZZATA DA:

- ASSENZA DI DANNO ALLA MUCOSA INTESTINALE

- MANCANZA DI ANTICORPI SPECIFICI

- SINTOMI GASTROINTESTINALI (GONFIORE, DOLORE ADDOMINALE, DIARREA, DOLORE EPIGASTRICO, NAUSEA, AEREOFAGIA, REFLUSSO GASTRESOFAGEO, STOMATITE AFTOSA)

- SINTOMI EXTRAINTESTINALI (STANCHEZZA, CEFALEA, ANSIA, CONFUSIONE MENTALE, DOLORI ARTICOLARI/MUSCOLARI, RINITE, ASMA...).

ESISTONO NOTEVOLI EVIDENZE DEL POSSIBILE EFFETTO PLACEBO DELLA DIETA SENZA GLUTINE.

NEI PAZIENTI CHE LAMENTANO DISTURBI DOPO L’INGESTIONE DI FRUMENTO E’ IMPORTANTE PRIMA DI TUTTO ESCLUDERE LA CELIACHIA E L’ALLERGIA AL GRANO.

LA NCGS E’ UNA DIAGNOSI CLINICA DI ESCLUSIONE: NON ESISTONO TEST SPECIFICI PER QUESTO TIPO DI PATOLOGIA.


SI DEFINISCONO INFINE FGIDS I DISORDINI FUNZIONALI GASTROINTESTINALI LEGATI A FATTORI DIETETICI.

SOSTANZE BIOATTIVE VARIE POSSONO ATTRAVERSO MECCANISMI DIVERSI DETEMINARE SINTOMI DI TIPO GASTROINTESTINALE.

IN GENERE QUESTE SOSTANZE AGISCONO RICHIAMANDO ACQUA NELL’INTESTINO E FAVORENDO LA PRODUZIONE DI GAS NEL COLON.

ANCHE IN QUESTO CASO E’ ASSOLUTAMENTE DA EVITARE IL RICORSO A DIAGNOSI “ALTERNATIVE” O IL FARSI CONDIZIONARE DALL’INONDAZIONE DI MESSAGGI MEDIATICI SPINTI DA INTERESSI ECONOMICI E DALLE MODE PSEUDO SALUTISTICHE DI CELEBRITA’ DELLO SPETTACOLO.

IL CONCETTO DI BASE

E’ FONDAMENTALE FARE UNA DIAGNOSI CORRETTA E STABILIRE IL TIPO DI ALLERGIA O INTOLLERANZA.

BISOGNA SEMPRE VALUTARE LA CLINICA E L’ANAMNESI DEL PAZIENTE.

Le intolleranze alimentari possono essere in realtà anche la manifestazione clinica di un problema organico DI DIVERSA NATURA O PSICOLOGICO con conseguenti disturbi dell'assorbimento o della digestione. L'intolleranza all'alimento può QUINDI non ESSERE la causa del problema, ma la conseguenza. Spesso alla base di questo tipo di reazioni avverse agli alimenti si può riconoscersi una disbiosi intestinale. 

L’ITER

• Colloquio ed esame clinico
• Esclusione di ALLERGIE/intolleranze alimentari mediante PRESCRIZIONE di test specifici (breath tesT, AGA, EMA, anticorpi anti-transglutaminasi,..)
• Valutazione di patologie associate (gastroenteriti, ulcera peptica, insufficienza pancreatica, parassitosi, terapie farmacologiche,...)
• Valutazione disbiosi intestinale
• Prescrizione di una dieta ADEGUATA E PERSONALIZZATA
• Prescrizione DI INTEGRATORI PREBIOTICI specifici e probiotici. 


I RISULTATI

Nella maggioranza dei casi si ottiene un buon CONTROLLO DELLA SINTOMATOLOGIA.



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